VENTO NEI CAPELLI

ll mio rapporto con la Torre del Formenton è stato fin da subito molto profondo e negli anni ho imparato ad apprezzarne l’ambiente isolato di rara bellezza che questa torre regala. Lontano dalle folle di pareti più blasonate, mi ha donato giornate spensierate di grande avventura. La mia frequentazione iniziò nel lontano 1998 con la prima solitaria invernale sulla via Gogna. Durante il mio bivacco nella neve alla base della parete ho avuto il tempo di scrutare ogni centimetro di roccia di quel meraviglioso pilastro che mi sovrastava. La fredda notte di quel gennaio fu interminabile e l’arrivo dei primi raggi del sole su quelle rocce fu un momento davvero magico, di quelli che non si dimenticano in una vita intera. Credo che ci siano luoghi dove si possano formare grandi legami fra uomo e natura, quel momento alla base della Torre del Formenton indiscutibilmente mi entrò nell’anima. Passarono gli anni, passavo spesso alla base di quella montagna e ogni volta l’attrazione era fortissima. Nel 2015 un altra grande avventura, tre giornate per aprire la meravigliosa “ Occhi d’Acqua” dedicata ad una donna, itinerario diventato molto classico e che ha portato una grande quantità di arrampicatori ad “arrancare” sul faticoso e interminabile ghiaione che conduce alla base. Non mi sarei mai aspettato questo successo, certo fa piacere vedere che in molti hanno apprezzato questo luogo, sotto un altro punto di vista ne sono un po’ rammaricato. La Torre del Formenton non è più cosi intima.

Subito dopo Occhi d’acqua, c’era bisogno di una tregua, anche abbastanza lunga a dire il vero… Nel settembre del 2017, aprii con Roberto Ausermiller la via “Flora Alpina” sullo Spallone della Banca, proprio sotto al pilastro e nello stesso mese vi salii con mia moglie per farne la libera. Qualche anno dopo, Costante Carpella, innamorato come me di quel luogo salì nuovamente alla base della parete sud della torre e depositò un barattolo pieno di chiodi pronti all’uso. Gli anni passarono, i chiodi rimasero lì, è incredibile come il tempo passi veloce, sono queste storie a ricordartelo…

Novembre 2022, alta pressione e temperature oltre la norma. Costante mi chiama e mi dice: Andiamo? Dopo questa parola, mi ritrovai ancora ad ansimare su quel ripido ghiaione sotto il peso improponibile di uno zaino enorme. E’ bastato toccare la roccia per essere di nuovo innamorato come un tempo! Il primo tiro fu un viaggio incredibile e difficile! Tre ore per chiodarlo, e poi un secondo, facile e bellissimo. La giornata tersa fini improvvisamente con il calare del sole, Un vento gelido sferzava i capelli, la quota elevata di quel luogo in quel tardo autunno ci fece capire che per quella stagione era finita.

L’inverno passò, e anche l’estate, il caotico e impegnativo lavoro di Guida non mi permise di ritornarci. All’inizio dell’ottobre 2023, risalimmo quel ghiaione altre due volte! La via “Vento nei capelli” è diventata una splendida realtà. E ora? Chissà quante volte ancora mi ritroverò a salire quel ghiaione…

 

 




    CIMA: TORRE DEL FORMENTON 2875m. Parete S.W

    VIA : VENTO NEI CAPELLI ( M.Bozzetta– C.Carpella. Dal basso nel 2023.)

    DISLIVELLO : 170m.

    SVILUPPO : 200m.

    DIFFICOLTA’ : ED+ III° S3 7C (7A obbligatorio)

    TEMPO DI SALITA: 5-6 ore

    BELLEZZA: ****

    QUALITA’ DELLA ROCCIA: ottima

    MATERIALE : 12 rinvii, 1 corda da 70 metri.

    PERIODO CONSIGLIATO : giugno-ottobre

    FREQUENTAZIONE : bassa

    CENNO GENERALE : Bella salita che si svolge in grande esposizione lungo la ripida parete sud della torre. L’attacco e i primi dieci metri sono in comune con una vecchia via già esistente degli anni 80, dove abbiamo sostituito 2 spit a mano con 2 fix, rispettandone le distanze per non modificarne le caratteristiche. Dopo questo breve tratto, la nuova via prosegue diritta su uno splendido e difficile muro a buchi. La parte alta è più tecnica e esigente, con alcune astute traversate che permettono di sfruttare la roccia e la linea più bella. La via è molto varia e ottimamente attrezzata, con soste comode che permettono un veloce rientro a corda doppia.

    ACCESSO STRADALE : Da Moena si raggiunge il Passo di San Pellegrino e si scende sul versante opposto fino al primo bivio sulla sinistra con indicazione Baita Flora Alpina. Si segue questa strada fino ad un ponte sul rio Zigole e si parcheggia a sinistra in un ampio slargo.

    AVVICINAMENTO: Dal parcheggio, si segue una strada con indicazioni Rifugio Fuciade. Subito diedtro il rifugio parte un sentiero nei prati con indicazione Forca Rossa. Seguirlo in salita oltrepassando un crinale (acquedotto) per poi entrare in piano in una bellissima conca prativa da dove è già visibile la Torre del Formenton. Alla fine del prato si sale a sinistra per un sentierino poco marcato (segnavia n° 670). Si continua su questo fino ad un crocevia di sentieri con paletto indicatore. Si va a destra per 50 metri fin proprio sotto alla verticale della torre e lo si abbandona per salire a sinistra per prati con massi fino alla base del lungo e ripido ghiaione sotto la torre del formenton. Ora bisogna seguire una traccia nel ghiaione con rari ometti che sale ripida fino a raggiungere un canale con blocchi e roccette sotto alla parete. Si segue questo con qualche passaggio di I° grado fino alla base della parete, la si costeggia a sinistra fino all’attacco. L’attacco è situato subito a destra di una piccola grotta, cordino e spit sono visibili. Ore 2.

    SALITA :

    1° TIRO: 30m. 7C. Tiro da ungere: Splendido, atletico e difficile.

    2° TIRO: 30m. 6A. Lunghezza del popolo: Piacevole su roccia splendida.

    3° TIRO: 30m. 6A+ Tiro scaglioso: Placche con roccia a scaglie.

    4° TIRO: 40m. 7B. Tiro da antologia: Partenza difficile e traverso spettacolare.

    5° TIRO: 30m. 7A+ Moderno e classico: Placca a buchi e diedrino esigente

    6° TIRO: 25m. 6C Tiro astuto:Traverso molto esposto poi fessure

    7° TIRO: 15 m. 6B Tiro corto: per raggiungere la cima. Salire 2 metri sopra ultima sosta e godetevi lo spettacolo!

    DISCESA : In corda doppia lungo l’itinerario.

     

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