IL TEMPO E’ COME IL FIUME

GRUPPO: PREALPI TRENTINE – VALLE DEL SARCA

CIMA: MONTE CASALE – PILASTRO DEL VENTO

VIA : IL TEMPO E’ COME IL FIUME ( M. Bozzetta- L Inzigneri 2020/2021) Parete S.E

DISLIVELLO : 210m.

SVILUPPO : 260m.

DIFFICOLTA’ : ED II° S2 7c (6c+ obb.)

TEMPO DI SALITA: 5-6 ore

BELLEZZA: ****

QUALITA’ DELLA ROCCIA: ottima

MATERIALE : 12 rinvii, qualche friends medio, 1 corda da 60m.

PERIODO CONSIGLIATO : autunno-primavera

 

CENNO GENERALE : Salita molto tecnica su placche verticali, che richiede un ottimo uso dei piedi ed intuizione di movimento. La chiodatura è ottima e mai pericolosa, ma ogni tiro richiede impegno e decisione. Sulla destra è stata aperta anche una variante di attacca chiamati Fiume in piena, un tiro di aderenza spietata intorno all’8a. La via è bella e continua con soste abbastanza comode e rientro veloce.

ACCESSO STRADALE : Da Trento, seguendo le indicazioni per Riva del Garda si Raggiunge l’abitato di Sarche. Alla rotonda si prende a destra per Madonna di campiglio e  dopo poche centinaia di metri si supera un ponte sul fiume Sarca. Subito dopo il ponte, si svolta a sinistra raggiungendo un gruppo di case, dopo le quali è meglio parcheggiare. (piazzetta per 4/5 macchine).

AVVICINAMENTO:  Dal parcheggio, si continua lungo la strada che diventa sterrata e attraversa dei frutteti. Alla fine degli stessi inizia il bosco e si vede sulla sinistra il fiume. Continuare per 100 metri, poco prima di una strada con sbarra che sulla sinistra scende al fiume, si noterà una traccia sulla destra che sale ripida nel bosco (ometto e bollo rosso). Seguire questo sentierino con bolli rossi che presto attraversa a sinistra passando sotto una falesia spittata. Continuare in salita a sinistra della falesia (bolli rossi), da li a breve la traccia si fa più incerta ed esposta, ma sempre segnata. Raggiungere un bosco sospeso sopra ad un salto di rocce grigie sopra il quale si obliquare a destra raggiungendo uno zoccolo ripido con bolli rossi. Superarlo in verticale fino ad una cengia con uno spit (attacco della via il dado è tratto) traversare ancora a destra e dopo un diedro si trova una piazzola con spit e nome alla base 40minuti.

 

DISCESA: dall’ultima sosta, salire per zolle erbose fino ad una zona scoscesa con rocce grigie. Attraversare a destra per poi salire leggermente in direzione di un evidente muro di rocce gialle. Raggiungerlo e coteggiarlo scendendo a destra (falesia) raggiungendo un buon sentiero che sempre costeggiando le falesie porta ad una galleria sulla statale che scende da Campiglio. Passare sopra la galleria e scendere al lato sinitro della strada. Seguire la strada e al primo tornante (50m.) a destra del guard reil si noterà la segnaletica di sentiero che riporta al parcheggio di partenza. 45 minuti.

 

 




L’esplorazione del pilastro, iniziò nell’autunno del 2018 con Costante Carpella, insieme dedicammo 2 giornate di lavoro per chiodare e pulire i primi 4 tiri di corda della via “Il dado è tratto”. Poi il pilastro rimase lì, dimenticato fino all’autunno del 2019. Vi tornai il 23 ottobre in compagnia di Giovanni Andriano e con un estenuante giornata di lavoro raggiungemmo il pilastro finale e finimmo la via.

Chiodando la via Il dado è tratto, notai subito che sulla destra le placche erano ancora più ripide e compatte e che molto probabilmente ne sarebbe uscito un altro progetto più difficile.

Tornai nel 2020, questa volta in compagnia di un nuovo compagno, Lorenzo Inzigneri, che a più riprese fino al 2021, mi ha aiutato a chiodare e pulire questo nuovo progetto. Un lavoro estenuante e psicologico per salire queste placche “spietate”. Nasce cosi una nuova via “Il tempo è come il fiume”

Devo molto a questa porzione di roccia a cui ho dato il nome di Pilastro del Vento, per via del giro d’aria che spesso contraddistingue questo luogo nei pomeriggi primaverili. Ho passato attaccato alle sue rocce più di dieci giornate nel corso degli ultimi 3 anni… Ne ho sistemato il sentiero, pulito la roccia chiodato 2 vie, passato momenti bellissimi e altri meno…

Un giorno mi trovavo appeso ad una sosta della mia ultima creazione e mentre stavo recuperando il mio compagno, ebbi molto tempo di pensare e di sentirmi fortunato di poter passare giornate come quelle in un posto cosi bello. Quanti anni ho passato sulle montagne, quante emozioni, non era un bilancio sulla mia vita, ma la consapevolezza che il tempo stava passando, lento ma inesorabile. Sotto di me il parco fluviale del fiume Sarca accompagnava i pensieri di quella giornata.

In quel preciso istante è nato il nome della via, “Il tempo è come il fiume” perchè scorre lento, sereno e burrascoso, ma inesorabile… proprio come il fiume.

I nomi delle mie vie nascono spesso cosi, grazie a un pensiero, uno stato d’animo, un’ emozione, o semplicemente uno sguardo.

 

 

iten

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